Chiesetta San Michele - Avis Comunale Rovato OdV

Avis
Comunale Rovato
Associazione Volontari Italiani Sangue
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GIORNATE DI APERTURA DELLA CHIESETTA
Prossima apertura:
Venerdì 27 Settembre
ore 19.00 S. Messa S. Michele Arcangelo






 

LA CHIESA DI S. MICHELE SUL MONTORFANO
"Tempio del Donatore"
 
La Chiesetta di S.Michele è situata sul Monte Orfano in Franciacorta, nel Comune di Rovato.
Si sale dalla strada ciotolata alle pendici del Montorfano, si passa dalla Chiesa di Santo Stefano, si prosegue al piazzale del Convento della SS. Annunciata verso la cima del monte e si giunge alla chiesetta di S.Michele risalente al X secolo, recentemente restaurata con il contributo della locale sezione dell'Avis che l'ha trasformata nel "Tempio del donatore".
Ogni 29 Settembre, giorno della ricorrenza di San Michele, viene celebrata una Santa Messa.

La chiesa, situata sul Monte Orfano, è molto antica.

La tradizione afferma che S. Michele sorse su una piazzola druidica chiamata "castello delle streghe", come luogo di culto per divinità pagane. Da tempio pagano fu trasformata nel periodo costantiniano in una chiesa della collettività rovatese.
           E’ una piccola chiesa , di proprietà comunale, orientata ad est, costituita da una navata a pianta rettangolare, coperta da capriate a vista e da un’abside semicircolare, situata presso la cima del monte Orfano sopra una grotta con acqua sorgiva. La muratura è realizzata in conci irregolari di conglomerato del monte Orfano.
 
S. Michele fu una delle prime chiese cristiane della Franciacorta; di tanta antichità di culto farebbero fede anche le due tombe romane alla cappuccina, rintracciate nei pressi, nel 1951, durante lavori di scavo. Altro indizio, seppure molto labile ed incerto, dell’antichità della chiesa è l’affresco posto sulla parete sinistra e rappresentante i Santi Filastrio e Gaudenzio che, pur essendo stato dipinto alla fine del XIV secolo, potrebbe ricordare la primitiva dedicazione della chiesetta ai due santi che, essendo rispettivamente l’ottavo ed il nono vescovo di Brescia curano, nel corso del IV secolo, l’evangelizzazione capillare della zona.
 
Nel VI secolo i Longobardi arrivano nelle nostre terre, si installano nel castelliere sulla cima del monte ed attratti forse dal fatto che la chiesa è situata sopra una grotta con acqua sorgente la adottano e dopo averla rimaneggiata la dedicano al loro patrono: l’Arcangelo S. Michele. In seguito poi alla riorganizzazione longobarda del territorio (VII secolo) i centri di culto vengono spostati in luoghi più accessibili ai fedeli; sorgono così altre chiese nei paesi vicini. La chiesa pur vedendo notevolmente ridimensionata la sua centralità ed importanza come luogo di culto, rimane comunque, con il recinto fortificato e la sorgente d’acqua, un sicuro punto di riferimento e di ricovero al quale fanno capo volentieri i pastori che nei pressi portano le loro pecore, specialmente al tempo della tosatura della lana e della vendita di questa o di quelle. Altra testimonianza di questa affezione dei pastori e di questa consuetudine è rilevabile anche in una scena affrescata nel catino dell’abside, nella quale si vede un recinto con delle pecore; alla luce di ciò pare assai probabile che il mercato di Rovato abbia avuto proprio qui la sua origine più di mille anni or sono.
 
L’aspetto attuale della chiesa risalirebbe ai secoli IX-X. Nel XII secolo la grande finestra che si apre nel centro dell’abside viene ridotta a monofora più stretta e successivamente a lunetta per essere poi definitivamente chiusa nel 1487 quando viene affrescata completamente l’abside da Cristoforo detto Bozo da Cremona nel 1487  (coprendo i precedenti affreschi che risalgono al XIV secolo).
In uno spazio curvo, definito dal catino absidale, dispone come in un polittico vari temi pittorici: al centro la Natività, fiancheggiata da due figure dell’arcangelo Michele, mentre verso l’alto il Cristo pantocratore.
           Nel corso delle varie pestilenze ed epidemie che imperversano in tutta Europa negli anni tra il 1500 ed il 1600 la chiesetta è più volte adibita a lazzaretto o a luogo di quarantena ed in seguito a ciò ed in ossequio ad una precisa direttiva dell’Autorità che impone che tutti gli edifici pubblici siano disinfettati, vengono imbiancate le pareti con calce viva, con la conseguente copertura degli affreschi, cosa questa che ha senz’altro contribuito a farli giungere fino a noi. Tra il 1600 e il 1700 nella parete sud vengono aperte le due finestre rettangolari allargando le feritoie preesistenti e danneggiando alcuni pregevoli affreschi.
           Nel 1927 al Comune di Rovato viene notificato che la chiesa di S. Michele è stata dichiarata monumento nazionale. Sottratta ad un lungo periodo di abbandono, venne dal 1981 restaurata dall’associazione AVIS di Rovato.
ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI SANGUE - AVIS COMUNALE ROVATO ODV - Via Camillo Golgi, 2 - 25038 Rovato (Bs) - Tel. 030.72.42.435 - E-mail: avis.rovato@gmail.com
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